Premio 2018

Il Circolo Culturale Montepescali rende noti i risultati del XXIV Premio Nazionale di poesia Elisabetta Fiorilli, la giuria composta da:

Presidente Sig.ra Giovanna Tagliaferri, Giovanna Leoni, Giulio Gasperini, Adriano Poletto e Gianluca Franci ha esaminato e giudicato 952 liriche di 335 autori, dopo un attento e scrupoloso esame dei testi sottoposti a giudizio, ha deliberato la graduatoria seguente:

I° Premio di euro 1000.00

“La moglie di Lot”

di Daniela Raimondi “SALTRIO” (VA)

Motivazione: I grandi temi della cultura antica sono magnificamente reinterpretati ed hanno ancora un respiro di eternita’

II° Premio di euro 600.00

“Le case ferme”

di Francesco Perlini  BOLOGNA

Motivazione: I percorsi della solitudine, dell’invecchiamento e della morte sono letti con attenta sensibilita’ nel mutare lento ed inesorabile delle cose piu’ consuete e, proprio per questo, di esperienza universale

III° Premio di euro 400.00

“Stalking”

di Luigi Brasili TIVOLI (ROMA)

Motivazione: Sbalzata come una scultura, forte come una sassata, la poesia delinea la ferinita che alberga nel cuore del piuforte e che ancora riaffiora senza tempo e, talora, senza confini.

Premio speciale della GIURIA

“Carnivori”

di Saverio Cristiani COLLECCHIO  (PR)

Motivazione: Il titolo racchiude il cuore di una poesia in cui e’ primario il desiderio di rifiutare i meccanismi stritolanti e disumani delle societa’ di ogni tempo saluti cari.

Premio speciale riservato agli autori della provincia di Grosseto

“La morte e’ rosa”

di Laura Giorgi  GROSSETO

Motivazione: Con poche pennellate, ben soppesate ed originali, la morte descritta dalla poesia racconta la vita nei suoi mille aspetti, da quelli piu’ noti e ufficiali a quelli, ancor piu’ dolorosi, del mondo sommerso.

Opere segnalate:

“Elogio dell’imperfezione”

di Rodolfo Vettorello MILANO

Motivazione: Dicotomia molto interessante tra l’espressione ben calibrata del testo e la lode dell’imperfezione… Giustamente l’autore nota che la geometria perfetta dei solstizi genera mostri, mentre la vita vera ha ritmi imprevedibili e apparentemente irrazionali, ma portatori di energie generatrici.

“Epilogo”

di Mirco Bortoli  MIRANDOLA (MO)

Motivazione: Dopo una plastica memoria dell’antica abitudine di velare gli specchi negli eventi dolorosi, la poesia offre un ventaglio di situazioni che raccontano la tensione umana verso un assoluto eterno che continuamente ci sfugge dopo averci illuso.

“In metropolitana”

di Marco Toninelli FIRENZE

Motivazione: Il testo coagula le pesantezze delle esistenze opprimenti delle grandi citta’, dove la vita ha ritmi cosi’ inumani che la stessa speranza causa dolore.

“Svanisce la tempesta , e m’addoloro”

di Marcello Di Gianni BISACCIA (AV)

Motivazione: I misteriosi percorsi esistenziali sono narrati con parole distillate da una padronanza espositiva preziosa e sapiente.

“Le formiche giganti”

di Angelo Taioli VOGHERA (PV)

Motivazione: la scena di un funerale di paese e’ raccontata con pennellate di un interessante realismo metafisico, per cui le cose si animano, le persone diventano maschere, i gesti, tracciati con interessante sinestesia, superano le situazioni contingenti e riescono ad aprirsi alla vita che prosegue.

“La bocca delle conchiglie”

di Nico Bertoncello BASSANO DEL GRAPPA (VI)

Motivazione: Impostazione classica coniugata con sapiente liberta’ nell’uso dei termini. Chiara l’aspirazione a saldare tra loro i momenti forti della vita, pur con la triste consapevolezza della superficialita’ dominante.

“Alias”

di Alberto Tomiolo VERONA

Motivazione: Nobile e classico racconto di un personaggio, Ulisse, che da sempre ha rappresentato l’uomo, essere definito e sfuggente, virtuoso e infido, vincitore e perdente, caduco ed eterno nello stesso tempo. Originale l’alternanza dei toni seri con quelli ironici.

“Lieve”

di Enrico Barbieri CURTATONE (MN)

Motivazione: La vita, con passo lieve, procede tra due termini opposti, oscillando tra loro. Ne deriva, cosi’ un procedere ambivalente ben descritto dalla scelta dei termini e dalla leggerezza del poetare.

Opere segnalate per gli autori della provincia di Grosseto:

“Vento di notte”

di Anna Pizzetti GROSSETO

Motivazione: Sensazioni, riflessioni, transposizioni del sentire umano negli aspetti della natura che si sublimano nel profumo di tiglio in una notte stellata.

“Intermezzo eco-gastronomico”

di Leo Giuliani GROSSETO

Motivazione: Simpatica ed elegante espressione che fa rivivere la poesia giocosa conviviale. Facile immaginare l’accompagnamento musicale e le voci dei commensali. Preziosa tradizione rinascimentale che unisce capacita intuito e gioia di vivere.

“Pietre rampicanti”

di Livio Bruni ORBETELLO (GR)

Motivazione: Testo molto originale che, nella sua brevita’, offre motivi di riflessione sulla societa’ contemporanea: Interessanti anche la vivezza del discorso diretto fuso con un piu’ ampio periodare e la scansione del verso.

TESTI POESIE PREMIATE:

La moglie di Lot

Stanotte ho liberato i miei cavalli.

Ho dato cibo ai cani ciechi

poi sono venuta fra i monti per cercarti.

Ho camminato scalza,

stringevo fra le braccia girasoli accesi.

Non so piu’ essere come tu volevi.

Sono soltanto un corpo chiuso,

la somma di mille fallimenti quotidiani.

Ma come sopravvivere l’inverno

o ignorare ancora la luce del tuo volto.

Mi resta solo la fierezza assurda dei perdenti:

fermare il tempo con il gesto di una mano,

sfidare a testa alta la furia di chi non sa piegarmi

ne’ ha mai saputo leggermi nel cuore.

La morte, sai, non mi spaventa.

Non e’ che un mutamento impercettibile nell’aria,

un respiro che trema sulla terra

ma poi si acquieta, senza il minimo rumore.

E’ l’abbandono che mi fa paura.

E’ il tuo abbandono quello che fa piu’ male

mentre il tuo sguardo

brucia e mi trasforma in sale.

Dimmi: sentisti le mie grida

mentre il sangue si faceva pietra?

Trovasti in me la rabbia per nutrire il cuore?

Ma come posso incontrare i tuoi occhi e non tremare

come fissare il cielo e non esserne distrutta.

E nonostante tutto

ancora mi tendevo alle tue mani

quelle tue mani grandi, orrendamente vuote.

Ci sara’ tempo adesso per dimenticare.

Un tempo senza limiti, come nell’infanzia.

E poi restare immobile fra le spighe di grano,

con questo orgoglio inutile a brillarmi dentro agli occhi,

con l’edera a stringere i miei polsi ed i miei fianchi.

Daniela Raimondi SALTRIO (VA)

Le case ferme

Arriva sempre il giorno in cui ti accorgi

se non ti fai ingannare

che il velo di fuliggine su tutte le cornici

un tempo non proliferava illeso,

e adesso qualche specchio

ha iniziato a macchiarsi

ed un po’ che alle mensole

nessuno aggiunge qualche soprammobile.

Qualunque casa prima o poi rallenta

quando i suoi figli scappano

e tornano ogni tanto.

Sono loro di solito a notare

che l’altra volta i quadri palpitavano

forse un filo di piu ma

magari e’ un’impressione.

E’una bella fatica

sentire addosso un peso che magari neanche e’tuo

ma lo diventa.

Tutte le case prima o poi si bloccano

e cerchi cose nuove nei cassetti

ma le trovi soltanto in frigorifero,

dove non fanno che girare in tondo

la fragola e l’arancia.

Cambiano i conduttori

delle prime serate

e le pubblicita’ negli intermezzi

ma chi si ferma insieme alla sua casa non si accorge

del progresso durante gli intermezzi,

del regresso delle prime serate

perche’ vanno le cose

ma non la loro immagine sopra uno schermo piatto,

che forse e’ stato l’ultimo a muoversi

prima che tutto un giorno si fermasse.

Chi abita case ferme

di solito ha perduto qualche forza,

qualche interesse, qualche intelligenza,

qualche premura o voglia.

Di solito si vive

dapprima di memorie

e quando poi cominciano a svanire

si vive di ripetizioni semplici

sempre sempre piu’ semplici

sempre piu? inconsapevoli

e poi neanche si vive piu’, e le case

quel giorno sono le uniche

a non versare lacrime

perche’ ci hanno gia’ fatto l’abitudine.

Francesco Perlini BOLOGNA

Stalking

Eccola, colei che brami

figlia, vergine, bambina,

stirpe di Eva che porta rovina.

E’tua, prendila adesso,

della terra frutto succoso,

del recinto la prima bestia.

Sara’tua schiava, tua soltanto

ma porgi al padre l’argento,

cinquanta sicli, sara’contento.

Ora feriscila senza timore,

non porre freni al tuo cieco ardore.

E dopo, uccidila pure.

Luigi Brasili TIVOLI (ROMA)

MIGLIOR AUTORE PROVINCIA DI GROSSETO

La morte e’rosa

La morte rosa

con la grazia leggiadra di

un volo di fenicotteri

aleggia sul fumo delle pire

sulle pareti della fabbrica in fiamme

striscia tra le lamiere

contorte del treno

colora le lacrime sui marciapiedi

e sulle piazze di maggio

s’insinua tra le pieghe oscure

dei matrimoni

tra le urla del silenzio ferito

si cala nei pozzi e lacera

il buio dei parchi

Ha dita diafane laccate di sangue

capelli d’alga e guance di vetriolo

ed occhi mai aperti di neonato

e carne infibulata sotto al velo

La morte e’stanca,

attento uomo, e’stanca

Laura Giorgi GROSSETO

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Carnivori

Tristi e carnivori

i tempi in cui

scorrono rapidi i morti

piu’ dei minuti.

Saverio Cristiani COLLECCHIO (PR)

SEZIONE SCUOLE PROVINCIA DI GROSSETO

Prima classificata

fiocco di Giulia Mastropietro

Scuola Primaria Castell’Azzara

classe III

un tenero idillio si riassume la circolazione universale dell’esistenza e della vita.

Seconda classificata

La neve di Derartu Abbott

Scuola Primaria STICCIANO

classe V

mondo interiore di un giovanissimo animo poetico si lascia avvolgere nel candido riverbero di una nevicata fuori stagione.

Prima classificata

Semplicemente noiâ di Alice Cherubini

Scuola Secondaria I Grado RIBOLLA

Classe II /E

La forza di una riflessione poetica evolve in senso costruttivo anche il dolore di una esperienza amara

Seconda classificata

Paura di Elena Mantenau

Scuola Secondaria I Grado Galileo Galilei

Classe III /E

L’anima si confronta con le proprie angosce guardandole diritte negli occhi e ritrova la propria serenita

Terza classificata

Diario pazzarello di Ilaria Regina

Scuola Secondaria I Grado Dante Alighieri

Classe II /C

Un simpatico, accattivante momento creativo in cui tutto sembra incontrarsi sul palcoscenico dell’ironia

Prima classificata

Ci pensi mai di Camilla Panatteri

Scuola Secondaria II Grado

Liceo Classico Giovanni Chelli

Classe II/A

Un possente slancio poetico scopre la grandezza della vita nella sua stessa caducita e ravviva il colore smorto dei sentimenti essenziali.

Pubblicato in concorsipoesia.