montepescali

(grosseto)

 
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Premio 1999


VI Edizione – 1999




I Monreale Daniela – Figline Valdarno (Ar)
II Raimondi Daniela – Saltrio
III Capecchi Riccardo – Grosseto




Angeli

( I )
Tessere piano un tempo nuovo
Oh, vita!
Salti che il buio non torna, restituzione
di incertezze,
sarà che il freno dell’abisso non
perdona, ma io mi
beffo della morte e canto con la voce
piana di innocenza.
Guardo tè che leggi nel mio leggio
tarlato, e affoghi le parole,
come lucida eclissi per ogni cenere
di esilio.
Segniamo il passo, io e tè, soffrendo
la distanza come
un fresco girasole nel mattino,
pescando nuove azioni
nell’oceano sonnolento, a occhi chiusi,
senza dire pronunciare
i nomi delle cose.
Senza dir nulla io e tè racconteremo il
Viaggio,
staremo al caldo tutti gli inverni a
setacciare il chiaro
dall’oscuro, con un morso giovanile di
riscatto
senza dare al cielo la sua importanza e
senza perdere la terra,
come un distratto cieco, un angelo
dovunque
( II )
II Guaritore non sarà il Tempo,
saranno i polpastrelli lievi
che ritracciano i confini, sarà la
consegna dei sorrisi
all’ultimo grado di silenzio, dove il raccolto
sarà il tuo miele senza età, la conca
semplice dei baci.
Diamo la caccia alle parole nuove, e
facciamone
perle di ciliege, mangiamone la polpa
e saremo un giardino selvatico di amori,
senza padroni, senza più nasconderei.
Lo scoppio di risa degli occhi tuoi sarà
il mio candido aquilone

Daniela Monreale - Figline Valdarno (Ar)


Tessere piano un tempo nuovo

Tessere piano un tempo nuovo
da inventare insieme dopo l’uragano
quando l’acqua violenta della pioggia
si riposa in fiumi calmi nelle strade
e in laghi azzurri e nuovi,
dove gatti solitari si specchiano in silenzio.
La città respira inquieta all’orizzonte
ma qui la pace è vasta e muta
come il cielo.
Case di pescatori addormentate e sole
piccole piccole, come i sogni dell’infanzia.
Sassi neri dove sediamo ad ascoltare il mare
quando silenzi intrisi di speranza
si perdono nel bianco fragore delle onde.
Il vento è tenero e celeste, puro come Dio.
Solo la notte trascinerà lontano quella tua fresca voce.

Daniela Raimondi - Saltrio


Oh, vita

Lascivia, Madame.
Un ballo che si accascia al suolo
sul freddo marmo ritmico bicromo
nerobianco
Luci lontane
opache nella notte
clessidre
di nuovo giorno
frammentato in mattina pomeriggio sera
silenzioso
Nerobianco il giorno
il ruotare delle ombre,
eterno come l’oscillare di un
pendolo nel vuoto
eterno, eterno fino alla fine
Dove eravamo, un tempo, signora,
dimenticati in qualche angolo
remoto
immobili come statue, in posa
forse in attesa
ora presi da frenesia,
dal respiro - una tarantola ci ha
morso, alla nascita
e noi piangemmo.

Riccardo Capecchi – Grosseto


 

Immagini di Montepescali

dal_baluardo.jpg

Una Poesia dall'Archivio del Concorso

Ombre
(edizione 2000)

Muto logorarsi di anime sole nel
discreto mormorare di acque,
sciolgono le vesti molli che
si adagiano sul corpo.
L'ombra coglie poche cose
non vince mai sul buono
e si lascia ai disegni
che altro le impone,

Eleonora Bagnani - Roccastrada (Gr)

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