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Premio 2011

Il Circolo Culturale Montepescali rende noti i risultati del XVII° Premio Nazionale di poesia “Dino Bavona”, la giuria composta da: Presidente Sig.ra Giovanna Tagliaferri, Grazia Tuliani, Teresa Sacco, Marta Paolini, ha esaminato e giudicato 687 liriche di 246 autori, dopo un attento e scrupoloso esame dei testi sottoposti a giudizio, ha deliberato la graduatoria seguente:

I° Premio di € 750.00 Mina Antonelli — Gravina di Puglia
“Bruciano olocausti a Gerusalemme”
Motivazione : “Lirica condotta con matura sobrietà. Notevole è la padronanza dei termini e originali gli accostamenti che creano figure retoriche di sicura efficacia. Protagonista del canto è un popolo sbalzato con rapidi riferimenti alle memorie e a tragiche realtà, ai bambini violati e alle madri orfane, alla natura lacerata ed alla stanchezza che non cessa di aprirsi alla fede e alla speranza.”

II° Premio di € 350.00 Anna Maria Cardillo — Roma
“Stabat Mater 1999” in un reparto rianimazione
Motivazione : “Lirica efficacissima che vive e fa vivere il dolore più grande, quello di una madre, fonte di vita, che deve celebrare la morte della propria creatura, sepolta nel fiore degli anni. Il verso è semplice, asciutto, il ritmo senza scampo, la strofa fuori schema, come la vicenda.”

III° Premio di € 250.00 Gaetano Pizzuto — Torino
“Nebbie d’assenza” ai malati di Alzheimer
Motivazione : “Lirica ben impostata che, senza sbavature né compiacimenti racconta il dramma di una crudele malattia, ma anche la forza dell'amore, caldo, comprensivo,fedele e tenero.”

Premio speciale della giuria
Alessio Duranti — Rispescia (GR)
“Colline di maremma”
Motivazione : “Tra le liriche che dipingono la natura questa si distingue perché la descrizione è fatta con gli “occhi del cuore”, perciò si colgono particolari inusuali, si accostano termini che rendono originale il paesaggio e sciolgono” l'esitazione delle colline” in un rassicurante abbraccio.”

Premio speciale riservato agli autori della provincia di Grosseto
Rita Parravicini — Grosseto
“Mi vesto di te”
Motivazione : “Lirica composta e sentita che ripercorre i sentieri della memoria e chiede alle cose il calore delle persone, che le hanno possedute, per riallacciare una conversazione mai troncata.”

Omaggio del premio “Dino Bavona” al 150esimo dell’UNITA’ D’ITALIA
Rita Parravicini — Grosseto
“Tricolore”
Motivazione : “Bella e sentita poesia, che senza retorica coniuga il Tricolore con l'impegno morale di continuare a difendere la libertà, la memoria del nostro popolo, le vicende che ci hanno segnato e la tenerezza che la bandiera suscita nei nostri animi.”

Opere segnalate:
“La sedia vuota” a Silvia di Franca Dusca Petacchi — Carrara
Motivazione : “Lirica struggente e molto delicata. Con pochi tratti l'autore dà plasticità ad una figura di per sé astratta, ma che diventa viva e avvolgente sino alla stilettata dei due versi finali.”

“Paura” di Luciana Gismani — Milano
Motivazione : “Sincero e profondo è il desiderio dell'autore di rivelarsi ad un'amica per intessere con lei un rapporto di autenticità. L'espressione è ben calibrata e compatta perché il verso, così come l'anima, siano privi di quegli orpelli che impediscono una comunicazione fresca e pulita.”

“Evasione” di Ester Cecere — Taranto
Motivazione : “La tentazione di scivolare tra le maglie del mondo e di stare a vedere quanto succede, spiando da un luogo protetto, sino a “sciogliersi” sotto i raggi del sole é raccontata con sintesi e buon ritmo.”

“Dialogo” di Enrico Pietrarelli — Pistoia
Motivazione : “Flash poetico sapientemente intenso che abbina sensazioni contrapposte per raccontare un'esperienza umana comune.”

“Le due facce della moneta” di Sonia Camposilvan — Recoaro Terme (Vi)
Motivazione : “Con garbo, velato di speranza, l'autore racconta l'eterno contrapporsi di mondi diversi: l'universo maschile e quello femminile, la mentalità occidentale e quella orientale e conclude affidando alle donne il compito di traghettare il mondo verso rive migliori.”


Opere segnalate per gli autori della provincia di Grosseto:
“Attesa” di Marzia Santini — Grosseto
Motivazione : “Lirica dai toni originali che accosta ad una prima parte di nostalgia e di memoria consueta, una seconda visione poetica, vibrante di sfida gioiosa e sferzante.”

“Le cavalle e la luna” di Domenico Aleotti — Roselle Terme(Gr)
Motivazione : “I versi si snodano in un crescendo suggestivo per concludere con un carezzevole coinvolgimento di luce che prima accompagna lo sguardo umido delle cavalle poi rimanda a riflessioni esistenziali.”

“Il ricordo” di Rino Persico — Braccagni (Gr)
Motivazione : “Breve composizione che ,con pochi versi, coglie il procedere dell'anima: il silenzio, il ricordo, l'emozione, la tenacia dell'amore.”

La serata conclusiva


BRUCIANO OLOCAUSTI A GERUSALEMME



Se Tu ritorni a Gerusalemme
non troverai pescatori di sogni
che tingono le reti nei colori del!' alba
o pastori che aspettano canti di comete.
I fiori appassiscono sui campi minati
dove il fuoco brucia antiche primavere
e I fucili uccidono i silenzi
nel sogno di pace che muore tra gli ulivi.
Tesse il ragno sudari di morte
tra le pareti diroccate delle case,
artigli di lune rosse di sangue
salgono nei cieli d'Oriente.
Cercano favole i bambini
sui muri neri di fumo
e frugano tra la cenere per ritrovare
sogni sepolti con i giochi dell'innocenza.
Dolorose crepe si aprono nel cuore
di madri arrese a pietre insanguinate,
sorrisi spenti di figli caduti
avvolti da scialli neri
e profumo amaro d' assenzio.
Mattini feriti si svegliano
su cumoli di macerie diventate tombe
e gli ulivi stillano olio
per candelabri spenti ne!l' attesa di preghiere.
Custodi di antiche memorie i vecchi
con le radici legate alla terra
domandano silenzio alle ombre
nella luce che tarda a sciogliersi
al passo ormai stanco dei giorni.
Il profeta brucia olocausti nel deserto
aspettando orme di sabbia
e beatitudini scendere dalla montagna,
fioriranno ancora gemme di mandorlo
sul bastone di Aronne nel cielo di Sion.

Mina Antonelli – gravina di puglia – (ba)


STABAT MATER 1999



C’era una madre e c’era un figlio:
morto il figlio nel volto,
morta la madre dentro all’ anima.
C’erano molti intorno …
ma, intorno non c’era nessuno:
erano soli quel figlio e quella madre,
che con affanno tesse antiche tele
per trattenerlo ancora un po’ con lei.
C’era pianto. C’era dolore.
C’era una pietra sul cuore della donna,
che mai nessuno avrebbe sollevato.
C’era silenzio e c’erano impietosi i minuti
che scivolano via dai pugni stretti
e già fuori la porta discreta bussa la Rassegnazione,
ma la donna le impediva di entrare.
C’era una donna e c’era un figlio,
ma uno andava e l’altra rimaneva
e disperata si chiedeva come.
Ormai non ha più tempo,
non ha più preghiere ...
così, bevuto anche il fondo del dolore,
non resta altro per lei
che celebrare il rituale di un assurdo addio:
lacrime di madre su quei piedi bianchi
che nessun’acqua dovrà più lavare,
capelli ancora neri per un pianto
che mai sorriso potrà più asciugare.
Basta ....
s’acquieti anche il lamento:
una nell’altro è morta all’infinito.
Resta una Madre e un Figlio ed una Croce ...
ormai cala la sera e, sul Calvario,
ho pianto anch’ io per uno senza nome.
in un reparto rianimazione
Anna Maria Cardillo – roma


" NEBBIE D’ASSENZA" ai malati di Alzheimer



Così ti ho trovata, ieri
poggiata al silenzio d’una finestra,
in quella stanza estranea e bianca
e lo sguardo, fisso nel vuoto infinito
era come allora, gentile e fragile.
Così ti ho ritrovata, all’alba
a consumarti lungo i muri della mente
come una viandante nella notte, che vaga
fra nebbie d’assenza a cercare i pensieri,
i gesti perduti un giorno dopo l’altro, poi
la tua vita, che si lascia vivere, al posto tuo.
Così ti ho trovata, questa sera
seduta accanto alla solitudine, lontana
come rondine abbandonata dallo stormo,
umiliata e senza parole, ormai dimenticate
come sogni che si posano sui ghiacciai del nulla
e la mia rabbia, la pietà, sono nel vento
come i perché rivolti a Dio, e, nell’attesa
di risposte ... distanti mille cieli, prego
e piango, se un ricordo più non ti conosce,
se gli altri non sono che ombre, chimere
e se più, non puoi amare chi ti ama.
Così verrò a trovarti, domani
ed anche quando, le stagioni che verranno
saranno solo inverni, echi che gridano, io
ti parlerò ancora di noi, dei nostri momenti,
ti porterò una rosa, dai giardini del cuore
e forse, solo per un istante
la tua anima ... si ricorderà di te.

Gaetano Pizzuto - torino

 

Immagini di Montepescali

crocifisso.jpg

Una Poesia dall'Archivio del Concorso

Ombre
(edizione 2000)

Muto logorarsi di anime sole nel
discreto mormorare di acque,
sciolgono le vesti molli che
si adagiano sul corpo.
L'ombra coglie poche cose
non vince mai sul buono
e si lascia ai disegni
che altro le impone,

Eleonora Bagnani - Roccastrada (Gr)

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