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Premio 2006


XII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA DINO BAVONA

Il Circolo Culturale Montepescali rende noti i risultati del XII Premio Nazionale di poesia inedita “Dino Bavona”, la giuria composta da Prof. Salvatore Cina', Prof.ssa Anna Cina', Prof. Gerardo Palermo, Prof.ssa Angela Bonadonna, Prof. Nicola Bonadonna, Prof.ssa Laura Amerini, ha esaminato e giudicato 414 liriche di 142 autori, dopo un attento e scrupoloso esame dei testi sottoposti a giudizio, ha deliberato la graduatoria seguente:
I Premio: Frainer Giancarlo – Marter (TN)con “L’offerta delle mani”,
II Premio: Vicaretti Umberto – Luco dei Marsi (AQ) con “Sinestesia dell’autunno”,
III Premio: Fragomeni Emilia – Genova Quintocon “La voce non ha forza”,

Premio speciale riservato agli autori della provincia di Grosseto
Grassini Donatella con “Madre”
Opere segnalate:
“Talamone” di Serrini Sergio— Fauglia (PI)
“Oltre il recinto” di Catalano Pietro — Roma
“Tutto accadeva” di Caso Giovanni — Mercato San Severino
Opere segnalate per gli autori della provincia di Grosseto:
“Luciano” di Capecchi Riccardo —Grosseto
“Per gioco” di Camilletti Silvia — Bagno di Gavorrano
“Grosseto (selvatico roseto) di Girolami Eugenia — Grosseto

Testi liriche premiate

L’offerta delle mani
Se quello che rimane è l’anima
cercherò
come Margherita, il maestro;
la strada dove la vita viene
a chiudere il conto delle attese.
Passa magica la sera,
cerca fra i tuoi capelli
l’oro delle fonti addormentate.
Raccoglie duri argini il tempo;
la luna, affacciata tardi,
s’è perduta nei sentieri dell’acqua
a vegliare sulla cosa infinita.
Ascolta, che silenzi affaticati!
E’ un brivido che affonda molle
in quest’isola ferita d’autunno.
Bella l’offerta delle mani tese
a cogliere il pulsare della sera
nel giardino lontano dei sogni
dove il tempo non finisce mai
perché nulla ha consumato
l’innocenza della rosa,
nè la tua bellezza pura.

Frainer Giancarlo - (Marter — TN)

Sinestesia dell’autunno
Fuori li sento cigolare,
stremati avanzano carretti
scheggiando pietre antiche.
Bambini vociano.
Sciama lungo i vicoli assopiti, aspra
dolcezza, intenso il balsamo del mosto:
so che la terra è buona,
santo il sospiro affranto di mia madre,
forti le mani attorte di mio padre
(complici salde e tenere dei tralci)
il suo silenzio che sovrasta i gridi.
Avremo sere quiete,
abbarbicati al fuoco magro dei camini,
incerta luce al vivere dei giorni.
Di più ci scalderà
- fiamma segreta,
con il grano che canta nella madia -
la porpora splendente delle vigne,
linfa che torna in atomi di sole
a scaglie brevi e vivide d’azzurro.
Al vostro grido e a quello della terra
apro finestre a preparare abbracci.
Ma è un altro tempo e voi,
voi non ci siete.
È solo il me bambino,
testardo fiore di settembre che
non vuole,
non vuol proprio saperne della resa.

Umberto Vicaretti - (Luco dei Marsi — AQ)

La voce non ha forza...
La voce non ha forza per svelare
graffi di rosso nel cuore di figli...
A fatica, tra ore accartocciate, s’apre,
timido, un brusio sommesso...Un canto,
dall’ombra, schiarisce un tenue bagliore
di mattino, sciogliendo in pianti i solchi
del ricordo. Varca i confini l’anima...
Ritrova brandelli di memoria, in fitta
rete di leggende, l’acre coraggio
di sentirsi vivi... E una luce piove
dalla forza del tempo, tra ciottoli
arsi di vento, tra sabbie di sgomenti.
E c’era ardore nel tuo cuore, terra.
che dal dolore alzavi gli occhi, correvi
incontro al prato risvegliato, tra barbagli
di sole e fresco vento, volgevi in fiumi d’erba
i tuoi tormenti, librandoti su angosce e lamenti.
E infondo al cuore già tremava un sogno,
progetto di terra libera e felice, e in esso
si spegneva il lungo affanno. Era speranza
il rincorrersi di voci, tra centenari olivi
e vecchie querce, bagliori luccicanti
alle pupille, lanterne di emozioni dentro
i fianchi, tra abissi misteriosi di cristalli...
Serberà, ancora, luce l’avvenire? Arderanno,
ancora, lucerne d’illusioni? O resterà solo
un pugno di spighe a memoria di quei giorni?
Un pulviscolo sottile, uno stormire di foglie,
a passaggi di venti e polveri di suoni?
Prigionieri noi siamo dentro un cerchio.
Dietro i vetri tentacoli s’arrampicano,
tentano un varco, un percorso noto,
verso gorghi abissali di tormenti,
verso ambigui recessi.. .Certo il tempo
metterà i suoi tasselli ed il presente
va oltre quel sussurro aperto tra i sospiri,
va verso... il nulla o... il divenire.
Ma è ancora lì, rivolta verso il cielo, l’armonia
struggente di quei giorni ...e, come allora,
si fa brama e mistero, sforzando inesorabili
catene…Nè si è placata la febbre che divora.
Noi ci scaldiamo al sole di quel fuoco,
come quando la sera cantavamo,
con torce in mano ardenti di passione,
silenzi illuminati ad ascoltare,
e... sussurrava il mare nel porto
del domani, dove ormeggiare
misteri di speranze, trepide atte
certezze ferme, prive d’illusioni...

Emilia Fragomeni - (GENOVA – QUINTO)

organizzato dal circolo culturale montepescali



con il patrocinio della:
  • circoscrizione N. 7 montepescali - braccagni
  • amministrazione separata beni di uso civico di montepescali

hanno contribuito:
 

Immagini di Montepescali

mura_baluardo.jpg

Una Poesia dall'Archivio del Concorso

Ombre
(edizione 2000)

Muto logorarsi di anime sole nel
discreto mormorare di acque,
sciolgono le vesti molli che
si adagiano sul corpo.
L'ombra coglie poche cose
non vince mai sul buono
e si lascia ai disegni
che altro le impone,

Eleonora Bagnani - Roccastrada (Gr)

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